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Gruppi
CARITAS PARROCCHIALE
La Caritas Parrocchiale esiste dal 1997. È stata istituita dal parroco assieme ad un piccolo gruppo di persone particolarmente sensibili a delle situazioni di povertà, talvolta dignitosamente celata, sia a livello materiale che culturale e sociale. Dinanzi a delle situazioni particolari ci si pose la domanda: "Cosa Fare"? Si iniziò così a fare i primi timidi passi per accostare e mettersi in ascolto di persone e situazioni che, direttamente o indirettamente, interpellavano il vissuto della comunità ecclesiale ed istituzionale. Con il tempo, il piccolo gruppo iniziò ad essere lievito e fermento per animare la Carità pastorale di tutta la comunità con segni visibili durante la liturgia e in dialogo con i catechisti ed il gruppo liturgico.
Qual è la sua vita formativa e la sua missione sul territorio?
Per la formazione si è fatto riferimento ai documenti della CEI, al Sinodo Diocesano e successivamente al Decreto della CEC sull'uso cristiano del denaro. Con l'arrivo delle Figlie di Sant'Anna l'attività formativa è andata sempre più strutturandosi in quanto una delle suore, che in precedenza aveva operato in una Caritas territoriale, ha offerto il suo contributo di esperienza e di formazione mettendo a disposizione il materiale formativo di cui disponeva e accogliendo i sussidi ed il materiale formativo per gli animatori, fattoci pervenire dalla Caritas Diocesana. Con incontri periodici e momenti di preghiera, il gruppo è maturato sempre più comprendendo la natura e la missione degli animatori Caritas per la vita e la missione della Comunità ecclesiale. Da quando è stato istituito il centro pastorale vicariale, gli operatori Caritas della comunità ecclesiale di San Pietro a Maida, sono stati sempre presenti con il desiderio umile di crescere e di offrire il proprio contributo di idee e di sensibilità. Apprezzati per la loro presenza ai momenti formativi vicariali, il direttore della Caritas Diocesana ha operato la scelta di spostare, per questo anno, nei locali del centro pastorale parrocchiale gli incontri per tutta la vicaria. Attualmente, sotto la guida ed il coordinamento di sr Anna Ida e di don Josè, gli operatori continuano la loro formazione rendendo un servizio particolarmente significativo per la vita della comunità. Prezioso è stato l'annuale contributo economico della Diocesi per avviare e sostenere l'azione pastorale degli animatori che hanno così potuto realizzare una sede Caritas situata nei locali del Centro Pastorale Sant'Anna.
Gli operatori / animatori della Caritas, oltre a mantenere i contatti con la Caritas Diocesana, si sforzano di farsi prossimi a quanti vivono situazioni di particolare difficoltà e per quanto è nelle possibilità concrete della parrocchia, offrire aiuto attraverso gesti concreti di solidarietà, non limitandosi alla mera distribuzione di alimenti o indumenti ma soprattutto mettendosi in ascolto.
Come la parrocchia è vicina alle vecchie e alle nuove povertà?
Innanzitutto gli animatori della Caritas parrocchiale si sforzano di mettersi in ascolto del territorio e di quanti vi abitano, offrono successivamente un contributo, anche attraverso i loro rappresentanti membri del consiglio pastorale parrocchiale e un diretto dialogo con il parroco, per un discernimento comunitario su particolari forme di povertà: economica, culturale, spirituale, disagi legati alla disoccupazione, alla malattia, allo sfruttamento, all'usura, ad disagio di alcune famiglie per prevenirlo ed arginare così un possibile disadattamento, alla presenza sul territorio di immigrati. Importante nel servizio del discernimento è il dare un nome, ossia identificare, le nuove forme di povertà che ad un occhio abituato a definire in termini estremamente riduttivi la povertà potrebbe sfuggire, infine si sforzano di trovare delle vie, talvolta inesplorate, per offrire possibili soluzioni.
Come vengono sensibilizzati i fedeli al senso e al precetto della carità, in forme consone ai tempi?
L'anno pastorale e liturgico, offrono una grande opportunità per sensibilizzare i fedeli innanzitutto a coniugare la fede con la vita, la cultura con la propria fede con la consapevolezza che senza le opere la nostra fede è sterile. La catechesi, non è finalizzata ai sacramenti ma è per la vita e trova nella celebrazione dell'eucarestia domenicale la sua fonte ed il suo culmine. Ed è proprio a partire dalla celebrazione eucaristica che i fedeli vengono sensibilizzati in quanto dal sacramento dell'Amore scaturisce la necessità di declinarlo nella vita. Particolare attenzione, senza dunque sovrapporre altri momenti, si danno alle giornate mondiali: per le missioni, per i migranti, per la lebbra, per la vita, per i malati, per la carità del papa, per le Pontificie opere dell'infanzia missionaria. Inoltre le Solennità di Natale, Pasqua, le celebrazioni dei sacramenti, messa di prima comunione e cresime, e le feste parrocchiali, sono momenti opportuni per sensibilizzare tutta la comunità a vivere ed incarnare il comandamento dell'amore. In tutto questo sono coinvolti sempre i coordinatori e gli animatori della Catechesi, della Liturgia e della Caritas affinché tutto passi in modo capillare alla comunità. Anche gli eventi naturali drammatici come i sismi e lo tsunami e la guerra in Bosnia Erzegovina sono stati momenti in cui la comunità ha manifestato una profonda e generosissima solidarietà.
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