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"Io Sono Colui che Era che È che Sarà
Io Sono l'Alfa e l'Omega"
"Dixit discipulus suis: colligite quae superaverunt fragmenta, ne pereant.
Collegefunt ergo, et impleverunt duodecim cophinos"
"Disse ai suoi discepoli:raccogliete tutto ciò che è rimasto affinché nulla vada perduto.
Ed essi ne raccolsero dodici ceste"
Ricordare, affinché nulla vada perso della poca storia rimasta
Da alcune notizie riguardanti i monasteri cristiani e in modo particolare quelli basiliani, che ebbero grandissimi fervori in Calabria nel periodo dell'umanesimo intorno all'anno 1000, si presume che in quel periodo fu fondato il monastero di San Nicola in quei territori conosciuti come Lacconia; della quale civiltà oggi non ne rimane più traccia. Sempre da queste notizie risulta che in seguito sorsero altri monasteri attratti dal luogo ideale per la meditazione, questi, seguivano la regola di San Basilio, introdotta dal cardinale Bassarione oriundo greco e fondatore dell'ordine. Sorsero anche due grandi monasteri dedicati a San Pietro, uno nell'omonimo villaggio e l'altro a Maida nei boschi dell'interno, i più noti cenobi di Sant'Elia e di Costantino, risulta da questa notizia che San Pietro a Maida come piccolo villagio esisteva già ai primi dell'anno 1000. Anche se oggi purtroppo mancano sia testimonianze che documenti validi perchè possano convalidare queste esistenze, l'esistenza del monastero di San Pietro è senza altro fuori discussione, poiché si è accertato attraverso una relazione scritta dall'abate Angelo Mancuso ed indirizzata alla "Curia di Nicastro" in data 13 febbraio 1769, che le rovine di questo monastero erano ancora visibili e constatabili nei periodi precedenti al terremoto del 3 febbraio 1783 in quella località denominata: "Santa Venere Basiliana".
Parte dei beni di questo monastero "ab antiquo" erano passati a Santa Parasceve di Maida, mentre il rimanente: vigneti, uliveti, prati, Etc., furono usati per costituire la nuova dotazione della chiesa abbaziale appartenente all'ordine monastico di San Nicola di Bari e che fu fondata secondo alcuni documenti agli inizi del 1400. Le nostre colline, sempre secondo queste fonti constatabili, attraverso i vari documenti sui monasteri e le testimonianze, dunque furono abitate anche se solo da monaci più o meno intorno all'anno 1000, e forse (anche se questa non è tra le tesi più attendibili), il nome dell'attuale San Pietro prese il nome proprio dal monastero Basiliano. Sempre secondo alcune testimonianze tra il 1015 e il 1020 i Saraceni invasero e devastarono i luoghi di San Pietro distruggendo tutti i monasteri della zona, mentre occuparono Maida nel 1020. Quando infine i saraceni abbandonarono i territori di Maida e i luoghi adiacenti lasciandoli in uno stato di squallore, Bono fece ricostruire l'edificio monastico di San Pietro, restaurato in modo da poter alloggiare le monache basiliane di Santa Veneranda, le quali furono introdotte verso il 1070. Purtroppo la scarsità di notizie di documenti e altre fonti storiche che sicuramente sono andati perduti nel tempo, non ci consente al momento una più dettagliata ricostruzione dei fatti, dei documenti perduti lo afferma anche Don Bonello nel suo libro su Curinga, nel quale risulta che: "la visita pastorale del 1793, constatava che documenti e carte del monastero di Santa Veneranda di Maida erano finiti in cucina e foglio dopo foglio nel fuoco".







